Monti a Davos: "Italia vittima dei governi precedenti"
"Oggi l'atmosfera dell'Italia è cambiata. Non sento solo la vostra simpatia personale ma credo che l'Italia ha riguadagnato fiducia nella stabilità". Così il presidente del Consiglio Mario Monti ha iniziato il suo 'special address' al Forum di Davos. "Penso che questo cambiamento sia stato grazie a lavoro del governo con il parlamento". "In questi quattordici mesi non ho mai usato l'argomento 'Ce lo chiede l'Europa' per chiedere sacrifici ai cittadini italiani, ma mai ho dubitato della capacità del nostro governo nel mezzo della tempesta" e garantisce che "sapevo che la battaglia sarebbe stata dura". Leggi Ecco quello che Confindustria chiede alla politica - Leggi L'agenda Camusso per Bersani di Claudio Cerasa - Leggi Bersani: "Né un miliardario né un tecnico potranno risolvere la questione sociale"
12 AGO 20

"Oggi l'atmosfera dell'Italia è cambiata. Non sento solo la vostra simpatia personale ma credo che l'Italia ha riguadagnato fiducia nella stabilità". Così il presidente del Consiglio Mario Monti ha iniziato il suo 'special address' al Forum di Davos. "Penso che questo cambiamento sia stato grazie a lavoro del governo con il parlamento". "In questi quattordici mesi non ho mai usato l'argomento 'Ce lo chiede l'Europa' per chiedere sacrifici ai cittadini italiani, ma mai ho dubitato della capacità del nostro governo nel mezzo della tempesta" e garantisce che "sapevo che la battaglia sarebbe stata dura".
Il Professore ricorda del resto che "la leadership è l'opposto della visione miope che continua a esistere nelle politiche nazionali, in Europa e nel mondo" e sottolinea che ciò significa anche che "l'Italia negli ultimi 10 anni non ha usato l'opportunità di essere membro Eurozona per abbassare il rapporto Pil-debito pubblico". Dall'analisi del Fmi emerge per il 2013 ''un dato ancora negativo'', ma anche che "il consolidamento dell'economia italiana sta proseguendo". Lo evidenzia il premier Mario Monti, nel suo intervento al World Economic Forum di Davos. Quando Mario Monti parla di "miopia" in Europa si riferisce anche "alla risposta alla crisi": "Non siamo riusciti – spiega – a riconoscere che la crisi aveva una componente sistemica, diventata di fiducia nelle capacità dell'Eurozona di risolvere i suoi problemi, e nella moneta unica".
Il Professore ricorda del resto che "la leadership è l'opposto della visione miope che continua a esistere nelle politiche nazionali, in Europa e nel mondo" e sottolinea che ciò significa anche che "l'Italia negli ultimi 10 anni non ha usato l'opportunità di essere membro Eurozona per abbassare il rapporto Pil-debito pubblico". Dall'analisi del Fmi emerge per il 2013 ''un dato ancora negativo'', ma anche che "il consolidamento dell'economia italiana sta proseguendo". Lo evidenzia il premier Mario Monti, nel suo intervento al World Economic Forum di Davos. Quando Mario Monti parla di "miopia" in Europa si riferisce anche "alla risposta alla crisi": "Non siamo riusciti – spiega – a riconoscere che la crisi aveva una componente sistemica, diventata di fiducia nelle capacità dell'Eurozona di risolvere i suoi problemi, e nella moneta unica".
"L'Italia stava facendo i suoi compiti in modo disperato ma con un barlume di speranza. Se non c'è fede totale nel mercato e nella moneta unica non basta che ciascuno Stato membro faccia i suoi compiti perché esiste quella componente sistemica, fattore di rischio immanente nell'euro stesso, che si riflette in modo sproporzionato su chi, come l'Italia, fa politiche giuste ma sopporta il peso del debito dovuto alle errate politiche precedenti". Monti poi torna a dire che il cammino delle riforme incontra "a volte resistenze camuffate con tradizioni culturali". "Anche scelte che sembrano impopolari possono conquistare sostegno se illustrate a dovere e se mostrano che gli sforzi di riforma sono distribuiti equamente nella società".
"Quando il mondo cambia non si puo' rimanere fermi''. Monti insiste sul peso delle riforme, ricordando che per vedere gli effetti di quelle fatte "serve tempo". I dati diffusi dal Fmi "ci spingono a concentrarci sulla ripresa economica e sull'occupazione".
"Oggi l'Italia e' un Paese molto diverso da un anno fa". Lo aveva detto in apertura e lo fa in conclusione, Mario Monti, rivendicando al Forum di Davos che "abbiamo fatto scelte difficili" ma ora "è considerevolmente migliorata l'opinione sull'Italia".
"Perché sono fiducioso sul futuro dell'Italia? Perché l'Italia oggi è un paese molto diverso da un anno fa. Siamo tra i più sostenibili nel mondo intero", ha detto il premier spiegando anche che "l'onere di ridurre il debito non può più essere ottenuto solo attraverso le tasse.
"La crescita tornerà dalla seconda metà del 2013". Gli Italiani, e i giovani in particolare, "sono stati vittime di promesse elettorali che spesso hanno aggravato la crisi".
"Ho deciso di guidare una lista civica perché credo che serva una nuova forma della politica: per questo chiedo alle forze più dinamiche della società di sostenere il nostro programma di riforme. L'essenza del mio impegno è nel costruire una economia di mercato comeptitiva sia in Italia che in Europa. E' un programma ambizioso, ma abbiamo una responsabilità sociale" soprattutto "verso gli italiani che pagano il prezzo più alto" della crisi, come i disoccupati e i giovani. Ha scelto di 'salire' in politica "per tutelare le vittime dei governi precendenti", che si sono dimostrati "troppo deboli" nella lotta all'evasione fiscale e nel contrasto alla corruzione. "I giovani sono le vittime di governi spesso non abbastanza forti nell'affrontare la questione dell'evasione fiscale, della corruzione, dei gruppi di interesse, gli ambiziosi manipolatori dei mercati finanziari", ma anche, "vittime di politici impegnati in promesse elettorali senza preoccuparsi se potevano poi essere mantenute". Quelle promesse, e quei politici, aggiunge, "hanno aggravato la crisi, troppo spesso concentrati su elezioni interne senza occuparsi di chi di politica e di un suo coordinamento ha invece bisogno".
"L'Italia non guarderà indietro, ma occorrono azioni ed è per questo che ho scelto di fare una cosa che considero contro la mia natura e probabilmente anche contro il mio interesse personale, guidare una lista durante le prossime elezioni, perché credo che ci sia bisogno di una nuova forma politica, oltre alle vecchie coalizioni tradizionali". Di qui l'appello alle "forze più dinamiche della società di sostenere un programma di riforme". "Credo che se ci sarà un referendum i cittadini inglesi decideranno di rimanere in Ue e contribuiranno a costruire il suo futuro. Credo che riusciremo a rendere l'Europa più moderna e più globale se affrontiamo i problemi tutti insieme".
"Il momento più difficile della mia esperienza di governo è stato quando ho dovuto lasciare il G8 di Camp David per tornare in Italia per la morte di una ragazza, in una esplosione le cui motivazioni non erano chiare, e per il sisma in Emilia Romagna".
Immediato il sostegno del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, che ha parlato dopo Monti a Davos: "Nell'Eurozona è importante che quanto è stato costruito grazie al lavoro di persone coraggiose come Mario Monti sia trasformato in realtà".
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